“linguaggio del corpo maschile possessivo”

Considera che le relazioni che nascono nei luoghi di lavoro hanno proprio questa limitazione. Le due persone si vedono continuamente e quando c’è qualcosa che non va o c’è qualche tensione tutto si ripercuote continuamente anche nell’attività lavorativa e viceversa. 

Un uomo a caccia tende a perlustrare l’ambiente cercando di incrociare lo sguardo delle donne. Cerca una donna che si accorga di lui per un momento, distolga lo sguardo velocemente per poi tornare subito dopo a guardarla.

Se il vostro interlocutore, invece, si gratta la fronte non ha ben chiaro l’argomento o si trova a disagio. Inoltre, se ci si tocca costantemente il viso si sta dando adito a un incremento delle sensazioni negative, soprattutto a sensazioni di ansia o agitazione che si cerca di calmare con determinati gesti.

Anche il volume della voce incide sull’eloquio: alzare il volume può trasmettere aggressività o passione per l’argomento trattato; mentre un volume basso può significare calma e sicurezza, ma anche imbarazzo o senso di colpa.

Come tutti i libri dei Pease si caratterizza in primis per un titolo troppo lungo. A parte questo, ha di interessante il fatto che esamina il linguaggio del corpo in un settore ben preciso: il lavoro e i rapporti professionali. Per questo è utile soprattutto per chi è interessato a questo argomento. I punti di forza sono identici a quelli dell’altro libro sempre loro. Per i punti deboli, il principale è che chi si compra questo e ha già l’altro si ritroverà praticamente con una copia in piccolo. Non ci sono infatti altri gesti o situazioni nuove rispetto al loro libro generico sul linguaggio del corpo. Consigliato a chi vuole conoscere solo il linguaggio del corpo al lavoro e non ha l’altro libro. Voto: 6

Toccarsi il collo o il mento. Sai cosa vuol dire nel linguaggio del corpo maschile toccarsi il collo o il mento? Che è “ingolosito” da te: insomma se lo ripete più volte non vede l’ora di saltarti addosso.

In uno studio effettuato su 2.000 negoziazioni registrate per valutare il linguaggio del corpo dei partecipanti, non è mai stato raggiunto un accordo quando una delle persone coinvolte teneva le gambe incrociate.[18]

La donna, biologicamente parlando, è programmata per attrarre e piacere all’uomo ed è dotata di molti attribuiti per riuscire a conquistare un potenziale compagno. Ha una pelle morbida, una voce gradevole, capelli vaporosi, ossa sottili e curve seducenti e poi occhi bordati da lunghe ciglia, labbra carnose e gesti graziosi. Insomma un buon armamentario per fare girare la testa all’uomo che valuta con cura e attenzione tutte queste caratteristiche.

Le donne che non sono interessate a flirtare con te, di solito tengono le gambe incrociate e strette. In pratica, è come se lei si stesse proteggendo e stesse rifiutando eventuali rimandi sessuali. Naturalmente, ci sono delle eccezioni, ma di solito se una ragazza è attratta, spesso incrocia e “disincrocia” le gambe più volte. Anche questo è un segno che vuole farvi notare il suo fisico.

Il primo linguaggio studiato è stato quello facciale, infatti l’opera più importante pubblicata prima del ‘900, è stata quella di Charles Darwin del 1872 “The expression of the emotions in Man and Animals”[1]. Da qui molti studiosi si sono interessati all’argomento e primo fra tutti a confermare lo studio di Darwin è stato Paul Ekman, che ha dedicato molti anni allo studio della mimica facciale. Egli ha dimostrato che alcune emozioni come la rabbia, tristezza, felicità, sono uguali e condivise da tutti in modo uguale, siano essi appartenenti o meno a culture differenti. Secondo Ekman, attraverso le emozioni del volto si riesce a captare se le espressioni sono sincere oppure no; infatti nel suo libro ” I volti della Menzogna”, parla di poter avere almeno tre chiavi per leggere le emozioni del volto e per capirle:

Il volto di un uomo è meno espressivo rispetto al volto delle donne. E ‘raro che il volto di un uomo sia molto radioso. Ciò nonostante, i suoi occhi non appariranno mai annoiati quando sono interessati a qualcosa o qualcuno. 

ciaO CARIISIMI! mI PIACE TANTO QUESTO BLOG! aVREI BISOGNO DEL VOSTRO CONSIGLIO: lUI è VENUTIO NEL MIO STUDIO HA CHUISO LA PORTA,E E SEDUTO E MI RACCONTAVA DI lUIS TESSO DELLA SUA VITA MENTRE TOGLIEVA E METTEVA IN CONTINUO I SUOI OCCHILAI, E MI GURADAVA NEGLI OCCHI E MI CHIEDEVA QUANTI ANNI HO, PERCHè SEMBRO MOLTO GIOVANI.. ECTR. CHE SIGNIFICA? NONOSTANTE CHE QUANDO CI INCONTRIAMO DAVANTI AGLI ALTRI SEMBRA NEANCHE MI GUARDA NEGLI OCCHI…O NEANCHE MI ACCORGE… E QUESTA SCENA? vuol dire qaulcosa? aiutatmi perfavore, grazie:):)

Chiudere le gambe a croce tenendo le gambe indipendenti è una postura sicura che denota un carattere aperto, non convenzionale; se invece le gambe sono cinte dalle braccia la posizione indica autoprotezione;

E’ spiegato bene, interessa chi lo ascolta senza annoiarlo, interessanti alcuni aneddoti. Scorre senza pesantezza grazie alle doti del docente, in grado di variare i suoi toni e di catturare l’attenzione.

“Lei: passa la lingua sulle labbra, accarezza e giocherella con un anello o con il lembo del proprio vestito. Inizia una sorta di danza tra i due, che si muovono all’unisono, c’è un rispecchiamento dei comportamenti e uno scambio di segnali che denotano la nascita di un’alchimia. Ad esempio lei si *occa i capelli e lui si sfiora una tempia. ‘Replicata la sequenza’, c’è da parte di lei una predisposizione ad aprirsi. Lui annuisce spesso, commenta quello che lei dice. Mostra sensibilità, alza un sopracciglio e sbatte le palpebre quando lei parla“, spiega Pacori.

Per un uomo parole come “mai”, “per sempre”, “in assoluto” e simili hanno un significato LETTERALE. Se gli dite “non mi porti mai fuori a cena” lui analizzerà la frase, cercherà fra i ricordi e risponderà “non è vero, ci siamo stati il mese scorso”. A questo punto, la discussione verterà sull’ultima volta che siete usciti, e quindi addio alla nuova cena.

Lo scopo e l’evoluzione maschile divenne la caccia e il combattimento, e i suoi sensi sono sviluppati in tal senso: una visione binoculare acuta, una capacità di concentrazione più estesa, una struttura fisica adeguata.

Alcune culture, come il Giappone o la Finlandia, considerano il contatto visivo costante maleducato. Nelle comunità caraibiche, si insegna ai bambini e ai giovani a non guardare gli adulti mentre vengono corretti.

“Non si può non comunicare” nel gioco della vita ed apprendere le tecniche di comunicazione è possibile, al pari di ogni altra capacità, ma per farlo è necessario sviluppare uno specifico atteggiamento mentale. E’ proprio questo approccio che differenzia questo libro dai tanti altri sul tema della comunicazione.

“Proprio come un cane esporrà la gola per mostrare sottomissione o arrendersi al vincitore”, scrivono, “gli esseri umani usano i loro palmi per dimostrare che sono disarmati e quindi che non sono una minaccia”.

Ho notato un suo gesto “non verbale” e vorrei comprenderne le possibili motivazioni sottese, senza ovviamente cadere nella banalità od ossessione di voler cercare ad ogni costo un significato in tutto ciò che vedo..

Buonasera a tutti, grazie per tutti i consigli che ci sono su questo bellissimo sito. Volevo un consiglio da voi… Sono sposata da 4 anni e ho un figlio di 2, con mio marito non va molto bene da un po’, lui ora sembra cambiare, speriamo sia così. Comunque il problema è che da qualche mese mi sono presa una cotta per il mio collega. Lui è bello, simpatico e carino con me. Ora vorrei un vostro consiglio, o meglio vorrei capire se quello che vedo è qualcosa o se è solo frutto della mia cotta adolescenziale. Quando siamo seduti vicini lui allunga le gambe a toccare le mie (coscia contro coscia – se siamo più lontani ginocchio contro ginocchio), una volta mi ha accarezzato la schiena (eravamo ad una convention), mi guarda dritto negli occhi e sostiene lo sguardo, se mi trova sola spesso mi guarda, alza il sopracciglio e mi sorride, a volte mi saluta con la mano pollice, indice e anulare in su, ad una cena d’ufficio mi ha guardato tutto il tempo, chiedendomi cose personali. Si mette sempre di fronte a me e mi fissa. Ieri ad esempio era una giornata no, mi ha chiesto una cosa per lavoro ed è sbottato, mi ha chiesto scusa almeno 10 volte. Io spesso lo ammetto evito di guardarlo negli occhi, perché nonostante provi queste sensazioni mi sento molto in colpa… Secondo voi è solo la mia immaginazione o c’è qualcosa in lui??? Grazie ancora…

Un altro dei modi più semplici per catturare i bugiardi è quello di chiedere loro di ripetere la storia che vi hanno appena raccontato. I mentitori non amano dover ripetere le loro menzogne, quindi saranno impacciati nel farlo e magari avranno qualche altro “inciampo” nel loro linguaggio del corpo.

Esistono però altrettanti problemi, anch’essi facili da avere in mente, per cui un libro non può da solo sostituire un percorso di formazione. Cercheresti di imparare a nuotare, a guidare, a giocare a biliardo solo leggendo un libro, senza alcuna pratica? No, mi auguro! Allo stesso modo un libro è un validissimo aiuto per iniziare, per ricordare, per integrare la tua conoscenza in quest’ambito, ma non può fare miracoli.

Cara Martina, grazie per il tuo messaggio e per i complimenti che fai al nostro sito. Rispondere alla tua domanda è veramente semplicissimo, tu chiedi se gli piaci. Ma è ovvio, te lo ha detto chiaro e tondo!

Il segno dell'”OK”, ha assunto col tempo il significato di Okay, “tutto bene”, in tutti i paesi di lingua inglese, in Europa e in Asia, tuttavia permangono alcune zone come ad esempio la Francia in cui il segno “OK” assume il significato di “zero” o “niente”. Ha infatti origine da un segnale che al termine di uno scontro di guerra serviva a comunicare a distanza “zero kills”cioè “zero uccisioni”; in Giappone vuol dire “soldi”.